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Questo Blog nasce il 26 Agosto del 2006. La mia Ispirazione e' stata il mio Ragazzo. Sfogliando queste Pagine troverete dediche, poesie, adesivi, immagini, testi di canzoni e vari pensieri.

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Michael Jackson stava lavorando a due nuovi album. Il primo (di cui era trapelata già qualche indiscrezione) era di pop e vantava la collaborazione dell’autore Claude Kelly e della superstar dell’R&B, Akon, che ha già prodotto la canzone «Hold my hand» di Michael Jackson. «Lui mi disse: “I miei fans ci sono ancora, mi amano, sono vivi”. I suoi figli erano la sua priorità, perché non lo avevano mai visto cantare dal vivo. Stava cercando di creare lo show più incredibile per i suoi figli». L’altro album su cui Michael Jackson era al lavoro da pochi mesi era invece di musica classica. Il compositore David Michael Frank, che lavorò con lui ai tempi di «Bad», ha detto: «Aveva due demo di due composizioni che aveva scritto, ma non erano completi. Mi sono seduto al piano nel salone della sua piscina e abbiamo tirato giù due accordi. Spero che un giorno siano pubblicati».

NEW YORK (6 luglio) - Un breve funerale privato, solo per la famiglia e gli amici intimi. Poi il bagno di folla, con musica e discorsi, e una sfilza di star del calibro di Stevie Wonder, Beyonce, Paul McCartney. Questo sembra essere il programma per le cerimonie in onore di Michael Jakson, domani a Los Angeles. Ma è ancora un programma non confermato. Con il fine settimana della festa nazionale del quattro luglio, organizzare le faraoniche esequie del re del pop è diventata un’impresa molto ardua. La polizia ha ammesso che la concessione dei permessi è andata a rilento, per il fatto che gli uffici erano chiusi. E questo fa temere che domani Los Angeles rimarrà letteralmente paralizzata da una sconfinata fiumana di fan che caleranno alla bell’e meglio in città. Solo 17.500 persone avranno un biglietto per partecipare alle celebrazioni, che si terranno allo Staples Center, dove Micheal stava facendo le prove del tour che doveva inaugurare in Inghilterra in 13 luglio. Ma le richieste dei biglietti - concessi gratis sulla base di una lotteria on-line - hanno superato quota un milione e mezzo. E si teme che tanti di coloro che non sono riusciti a ottenere il passi, finiranno comunque per trovarsi in zona, per curiosità, per dedizione all’amata stella del pop, o anche solo per poter dire “c’ero anche io”.
La polizia circonderà la zona dello Staples Center con transenne, e bloccherà la circolazione nelle strade immediatamente circostanti. Il tutto costerà enormi cifre alla città di Los Angeles, che denuncia per quest’anno un deficit di 530 milioni di dollari ed è costretta a mettere in cassa integrazione molti dei suoi funzionari. La consigliera comunale Jan Perry ha chiesto al pubblico di contribuire alle spese, e ha ricordato che quando il mese scorso la squadra di basket dei Lakers ha vinto il campionato e ha tenuto una parata nel centro della città, i tifosi hanno contribuito alle spese con 850 mila dollari (su un totale di spese di un milione di dollari).
La giornata di domani comincerà dunque con una cerimonia privata, nel cimitero di Forest Lawn, lo stesso dove è sepolta la nonna di Jacko, e dove riposano grandi star del passato, come Humphrey Bogart e Bette Davis. Dopo, la famiglia e gli amici si trasferiranno allo Staples Center, per la cerimonia pubblica. Sul palcoscenico si dovrebbero alternare Stevie Wonder e Jennifer Hudson, Paul McCartney e Beyonce. Ma i possibili nomi “eccellenti” che girano sono molti di più. Il discorso funebre dovrebbe essere tenuto dal reverendo Jesse Jackson e dal collega Al Sharpton: ora che Michael è morto, le annose polemiche sulla sua identità più o meno afro-americana, sulla sua pelle schiarita, sul suo naso assottigliato dalla chirurgia plastica fino a sembrare quello di una ragazzina bianca, sembrano dimenticate.
Le polemiche sulla sua morte, sulla sua eredità e sulla fine che faranno i suoi figli sono invece solo all’inizio. Gli inquirenti stanno interrogando cinque diversi medici che avrebbero fornito al cantante tranquillanti in quantità pericolosa. Un giudice ascolterà il ricorso della madre dei primi due figli di Michael, Prince e Paris, e un altro giudice deciderà chi dovrà amministrare il patrimonio del cantante. Ma tutto questo succederà dopo la cerimonia. E si trascinerà per settimane, se non mesi.

LOS ANGELES (6 luglio) - Meno di 18mila biglietti gratuiti per oltre due milioni di fan. I tagliandi per partecipare alla cerimonia di martedì allo Staples Center in onore di Michael Jackson sono stati distribuiti con sorteggio. Qualcuno ha pensato di rivenderli sul sito d'aste eBay. I prezzi variano dai mille ai ventimila dollari.
Dalla Florida uno dei venditori, che domanda 1.500 dollari, spiega di non potersi permettere i costi del viaggio in California: quindi quanto incasserà - aggiunge - con il secondo biglietto ricevuto servirà a raggiungere Los Angeles. Se altri soldi dovessero avanzare, sarebbero versati ad associazioni di beneficenza.
I biglietti dati gratuitamente vanno ritirati entro oggi e coloro che potranno accedere dovranno essere muniti, oltre che tagliando, di un particolare braccialetto, che verrà fatto indossare al momento del ritiro dei biglietti. Eventuali braccialetti volontariamente danneggiati non saranno ritenuti validi e quindi l'accesso verrà negato.
La gestione dei beni. Oggi al tribunale di Los Angeles l'udienza per stabilire se a prendere le decisioni sui beni del cantante dovranno essere gli esecutori del testamento, John Branca e John McClain, oppure i suoi genitori. Secondo indiscrezioni, fino a quando non si sarà chiarito chi può assumere decisioni relative ai beni di Jackson, nessuno è autorizzato ad agire, neanche nei confronti di coloro che vendono magliette o video senza pagare i diritti. Nei giorni scorsi un fratello di jackson, Jermaine, ha dichiarato che «se Michael ha voluto un testamento, nessuno dovrebbe contestarlo». Il testamento depositato in tribunale stabilisce che i tre figli siano affidati alla mamma Kathrine Jackson e, in seconda battuta, a Diana Ross. Inoltre il testamento fa confluire tutti gli averi di Jackson a un fondo, il Michael Jackson Family Trust, del quale fanno parte Kathrine Jackson, i tre figli del cantante e alcuni istituti di beneficenza.

E adesso trovate uno che critica o stigmatizza le sue avventure artistiche e umane. Michael Jackson santo subito sembra essere il sottotitolo dei suoi funerali, un megaevento in Mondovisione e in diretta in programma domani alle 10 (le 19 italiane su Italia 1 e in streaming sulla Cnn) allo Staples Center, mentre il cantante sarà sepolto qualche ora prima nel cimitero di Forest Lawn. Particolare curioso, Jackson sarà sepolto senza cervello, «che sarà esaminato per risalire alle cause della morte», ha detto il portavoce del coroner, Craig Harvey. Sarà l’ultimo show, e che show, di un uomo che ha fatto dell’apparenza una ragione di vita. Se il pop è un bene di consumo, Michael ne è stato un supervenditore.
Così per assistere alla cerimonia ci vuole il biglietto, ma in stile hollywoodiano, of course. Per catturare uno dei 17mila 500 posti dello Staples Center i fan si son dovuti affidare ad una lotteria su Internet. Piccolo particolare: in poche ore il sito che ha lanciato l’iniziativa è stato preso d’assalto da un milione e 600mila esaltati a caccia di fortuna.
Ma il sorteggio è ancor più crudele e discriminante, perché 8750 superfortunati hanno vinto due biglietti, dei quali solo undicimila daranno accesso gratuito allo Staples. Gli altri garantiranno una poltrona al Nokia Theatre, dove lo show sarà trasmesso su schermi giganti. E tutti gli altri senza biglietto? Il caos a Los Angeles e garantito, perché una valanga di fan si accalca già davanti ai cancelli del teatro, dove i megaschermi proiettano immagini della star e dove c’è un maxipannello su cui scrivere un ricordo. Non sarà facile farli sloggiare, anche se da oggi l’area attorno allo Staples è recintata e controllata dalla polizia. Perché non spostare tutto al Memorial Stadium che contiene quasi 100mila persone? Forse perché lo Staples appartiene all’Aeg, società organizzatrice dei concerti di Jackson, che ora sta cercando di «coprire» le date organizzando le clamorose reunion degli Abba e dei Led Zeppelin? Los Angeles intanto si sta trasformando in una gigantesca fiera del caro estinto. Un produttore di t shirt ha detto che i suoi affari vanno alla grande grazie alle magliette del re del pop. «Le venderò a 20 dollari l’una, un prezzo onesto», dice. E poi spunteranno come funghi venditori di poster, busti di tutte le dimensioni, foto e dischi con autografi più o meno taroccati e chi più ne ha più ne metta.
L’addio a Jacko sarà un evento mai visto prima, una celebrazione tra kitsch e commozione, tra suoni «black» e sermoni (il reverendo Jesse Jackson ricorderà la sua figura). La scaletta ufficiale non c’è ancora, ma Cnn e altre autorevoli fonti danno per certo che sul palco ci saranno Jennifer Hudson (esplosa ad American Idol) e superstar come Stevie Wonder, Little Richard e Smokey Robinson, da noi poco noto ma che, da solo o con i Miracles, ha portato una quarantina di singoli in vetta alle classifiche, tutti a far rivivere le canzoni del Peter Pan di Thriller. Anche Madonna sabato sera, nel suo show alla 02 Arena - dove Michael avrebbe dovuto debuttare - ha reso omaggio alla star, duettando con un ballerino-sosia di Jackson sulle note di Billy Jean mentre sullo sfondo scorrevano le immagini di Jacko bambino.
Intanto riparte il balletto di voci sulle condizioni di salute di Michael. Greg Phillinganes, tastierista e direttore musicale del tour di Bad, lo ha visto un paio di settimane fa e ha dichiarato: «Aveva ancora una splendida voce ed era concentrato per fare in modo che questo fosse un tour meraviglioso. Si rendeva conto che questo era il più grande ritorno sul palco dopo quello di Elvis». La cantante Akon, che stava incidendo un cd con Jacko, ribadisce: «Voleva far bella figura per i suoi figli, non avevano mai visto un suo spettacolo, quindi voleva che questo fosse il suo più incredibile show».

LOS OLIVOS (CALIFORNIA) - A Michael Jackson sarebbe piaciuto questo finale alla Spielberg. La selva di antenne satellitari, i van bianchi delle televisioni, il movimento incessante di automobili che pigramente si raggruma al centro della vallata di Los Olivos.
La scena clou di E.T. si replica davanti ai cancelli di Neverland. I fan hanno deciso. Che lo voglia o no la famiglia, che lo voglia o no la contea di Santa Barbara, Neverland sarà il santuario dove verranno a idolatrare il re del pop. In migliaia hanno trascorso il weekend dell'Independence Day davanti al cancello, sfidando il caldo, cantando le sue canzoni, improvvisando il moonwalk tra la polvere.
I residenti non hanno dimenticato né il glamour né la cronaca, anche se il divo qui non si faceva mai vedere in giro. "A Neverland aveva tutto quel che gli serviva e anche il superfluo, non scendeva in paese", dice un viticoltore di Los Olivos. "Lei sa cosa succedeva lì dentro vero?". E gli amici del bar giù risate. Per qualcuno - non certo per i fan che hanno sempre difeso Jacko - Neverland è la tana dell'orco, un parco giochi astutamente concepito per adescare bambini.
Sarebbe bello entrare, ma la sicurezza è inflessibile.
Da quaggiù non si vede granché, solo lo steccato e un prato a perdita d'occhio che non ha resistito all'attacco del sole di luglio. Poi la proverbiale ospitalità della contea ci viene in soccorso. Una signora che trasporta decorazioni per abbellire momentaneamente i saloni rimasti disadorni ci ospita nel suo camioncino e finalmente i cancelli di Neveralnd si spalancano.
Lo spettacolo inizia esattamente in cima alla collina, oltre la scarpata bruciata dal sole. Alberi secolari e prati e fontane e laghetti e gazebo e foresterie. La temperatura, nei romantici angoli ombrosi, è più mite, una leggera brezza accarezza le foglie del sicomoro secolare dove Jackson si arrampicava per comporre. Gli operai e una troupe televisiva non riescono a scalfire quel senso di pace e serenità che alberga nel cuore verde di Neverland. Il ranch che si diceva disabitato, è in realtà popolato da decine di operai addetti alla manutenzione.
E oggi c'è anche una squadra di cuochi che dietro le vetrate del piano terra si affannano a preparare il pranzo per il personale e gli ospiti. All'interno non resta nulla, se non i lampadari che pendono tristemente dai soffitti e tanta di quella boiserie che basterebbe a costruire un intero villaggio alpino. Ma l'esterno lascia senza fiato. Privata del luna park e dello zoo, spogliata degli arredi ridondanti, la tenuta che si prepara a diventare mausoleo è assolutamente spettacolare.
"Non si aspetti chissà quali rivelazioni", confessa a mezza voce, una signora che fino al 2005 aveva lavorato qui "il signor Jackson era una delizia. Stranezze? Tante, ma chi non ne ha a Hollywood? Io non ero ammessa nei suoi appartamenti, sapevo però che si sentiva perduto se la sua scorta di medicinali non era intatta. Una mania, come quella dei soldi. Per paura di rimanere senza contanti teneva mazzette di dollari in ogni tiretto.
Le accuse di pedofilia? Gliel'ho detto, nessuno era ammesso nella sua camera da letto. Ma le faccio una domanda, lei farebbe dormire il suo bambino con uno sconosciuto solo perché è Michael Jackson? Personalmente non ho mai pensato fosse capace di usare violenza verso qualcuno, tantomeno nei confronti dei bambini. Li adorava, era uno di loro, come loro.
Però, una volta, mi capitò di ascoltare una conversazione tra Randy (fratello minore di Michael e membro dei Jacksons) e uno dei medici che frequentavano Neverland e mi si aprirono gli occhi. "Povero Michael", diceva, "l'hanno rovinato. Quando la sua voce da bambino cominciò a cambiare, avrà avuto undici o dodici anni, nostro padre cominciò a somministrargli dosi massicce di ormoni. Ecco perché è cresciuto in quel modo, ecco perché la sua voce sembra un falsetto. Con l'aiuto di medici spregiudicati l'ha condannato a non crescere. Vede dottore come è fragile e magro? È diverso da noialtri, né uomo né donna".
Randy disse che secondo lui Michael non aveva un'identità sessuale precisa: "Non credo abbia mai fatto l'amore con qualcuno, tantomeno con una donna". E questo era ben dopo il matrimonio con Lisa Marie Presley. Allora capii perché il signor Jackson voleva così ostinatamente assomigliare a Diana Ross, perché si era fatto concepire i figli da quella donna (Debbie Rowe), perché solo a Neverland riusciva a trovare la sua pace".
L'attività a Neverland è febbrile, segno che le operazioni per trasformarla nella Graceland di California sono già iniziate. "Non vedo altro posto dove possa essere sepolto", ha detto Jermaine, il fratello maggiore. Ma per concretizzare il suo sogno la geografia del luogo è destinata a cambiare drammaticamente. Los Olivos è una contrada di mille anime, quattro strade messe in croce in cui gli abitanti accolgono i turisti del weekend con generosi assaggi di vini.
È facile immaginare come il santuario di Jackson potrebbe mettere a soqquadro il paese, con i graziosi empori della vicina Solvang, Copenaghen in miniatura che sembra stappata a una fiaba di Andersen, ridotti a rivendite di felpe e t-shirt celebrative. Quando Michael venne per il primo sopralluogo rimase incantato. Fondata da una comunità di coloni danesi nel 1911, Solvang è popolata da gente riservata, orgogliosa e poco intenzionata a rinunciare ai suoi affezionati e sofisticati visitatori per diventare la succursale di una nuova Graceland.
Qui si rifugiavano stelle di Hollywood e musicisti stressati in cerca di relax (Cheryl Ladd, David Crosby, Kelly LeBrock, James Stewart), qui c'è Rancho del Cielo di Ronald Reagan. Arrivando da Santa Barbara, 150 chilometri a nord est di Los Angeles, la strada costiera s'inoltra in un paesaggio incontaminato. Una collina brulla, poi improvvisamente la discesa verso il lago circondato da una vegetazione rigogliosa. Palme altissime e sotto pioppi, salici, sambuchi. Poi, mentre da una collina si scoprono filari perfetti che corrono verso la costa, si capisce perché Michael Jackson avesse scelto questo angolo di California per vivere il suo sogno.
La tenuta che nel 1988 il re del pop ribattezzò Neverland era già qui da un secolo. Una volta si chiamava Sycamore Valley Ranch. Dopo anni di lavori e un investimento milionario diventò la sua Versailles, castello, luna park, zoo; regno di un sovrano bambino, abbandonato nel 2005 dopo le note vicende giudiziarie.
"La mia casa è stata violata", disse Jackson in lacrime alla fine dell'ultimo processo in cui i giudici del tribunale di Santa Maria lo prosciolsero dalle accuse per molestie sessuali ai danni di minori (quegli episodi, dopo il caso del 1993 che fu risolto in via extragiudiziale, si erano ripetuti negli anni). "I poliziotti hanno perquisito la mia camera da letto (anche in quell'occasione fu trovata una farmacia ambulante). Neverland è morta, cambio casa". I bambini sono così, capricciosi.
